Tra calofilìa e filocalìa: breve riflessione sulla bellezza

Giulio Maria Chiodi

Abstract


Che cosa hanno in comune le cose belle? A mo’ di esempio: ritengo bellissima la nona sinfonia di Beethoven, bellissima la Gioconda di Leonardo, bellissimo l’infinito di Leopardi. Mi sento, però, assolutamente incapace di dire che cosa accomuni queste opere, senza nel contempo snaturarle. Altrettanto trovo bellissima la quinta sinfonia di Mahler e il ritratto di Adele Bloch-Bauer di Gustav Klimt. Tra queste due opere mi è certo molto più facile trovare elementi in comune, ma ciò dipende dal fatto che Mahler e Klimt sono cresciuti in un medesimo clima culturale, quello della Vienna degli stessi anni; tuttavia, l’appartenenza a un medesimo ambiente culturale di due diverse opere non ha proprio niente di decisivo per la loro appartenenza al bello in quanto tale. Il bello, fra l’altro, non ha tempo e luogo, anche se la cosa bella vi si ambienta.


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